Comune di Cagliari

 

 

Al Presidente del Consiglio comunale

 

 

interrogazione

 

 

presentata dal consigliere Claudio Cugusi

 

 

Premesso che in data 22 giugno 2006 presso il servizio Psichiatrico dell’ospedale Santissima Trinità, a Cagliari, moriva  il signor Giuseppe Casu, pensionato di Quartu Sant’Elena che saltuariamente svolgeva l’attività di ambulante sprovvisto di licenza nel suo comune di residenza;

 

Considerato che la sua condizione di abusivo era nota alla polizia municipale di quel Comune che per questo aveva emesso numerose multe a suo carico a partire dal maggio 2005, mentre altri ambulanti nella medesima  condizione giuridica non erano stati destinatari di analoghi provvedimenti di polizia, come peraltro accertato dal vicesindaco di Quartu Sant’Elena in risposta a una recente interrogazione presentata in Consiglio comunale;

 

Ricordato che la mattina del 15 Giugno 2006 al signor Casu viene contestata la sua condizione di abusivo con una nuova multa da cinquemila euro (la seconda in due giorni) e viene poi caricato dalla piazza IV Novembre di Quartu S. Elena, sotto l’occhio impassibile del personale medico, di fronte a una moltitudine di persone, e portato nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura del Santissima Trinità di Cagliari, per l’attuazione di un ricovero coatto (Trattamento Sanitario Obbligatorio o T.S.O.), “giustificato” da uno stato di agitazione psicomotoria;

 

Evidenziato che testimonianze pubbliche, che costituiscono uno degli elementi dell’indagine aperta sul caso dalla Procura presso il Tribunale di Cagliari, affermano che quella mattina Casu era come al suo solito: non agitato; evidenziato anche che  contrariamente a tutte le previsioni di legge, la proposta di T.S.O. è stata fatta sulla base di una indicazione generica tramite un modulo prestampato, come purtroppo avviene abitualmente; evidenziato che dall’analisi della  documentazione relativa a tale trattamento appare esserci un vizio di forma: non sono state rispettate le tempistiche di legge;

 

Ribadito che dopo soli  sette giorni di degenza il signor Casu muore in reparto. Durante il ricovero Casu è rimasto costantemente legato mani e piedi a un letto di contenzione e pesantemente sedato. Inoltre non gli vengono nemmeno praticati i controlli necessari a verificarne lo stato di salute fisica al momento del ricovero, come appurato dall’inchiesta interna dell’Asl 8, voluta dai familiari, della quale si riporta uno stralcio: “…seppur la contenzione fisica poteva essere giustificata come rimedio d’urgenza e per tanto momentaneo (art.54 c.p.), non è giustificato per un periodo così lungo e sommata ad una contenzione farmacologica. Questa commissione ritiene non accettabile, e pertanto censurabile sotto il profilo clinico oltre che etico, un così prolungato provvedimento di contenzione fisica, in paziente spesso sedato, senza tentativi finalizzati alla interruzione della stessa”;

 

Precisato che, nel corso delle quotidiane visite all’ambulante, i familiari si accorgono che la mano destra è evidentemente gonfia e violacea e lo fanno presente al personale. Il signor Casu viene visitato da un ortopedico che gli fascia la mano, ipotizzando una frattura e consiglia che gli venga fatta una radiografia. Radiografia che non è mai stata fatta nemmeno in sede di autopsia;

 

Ribadito che l’eccezionalità dei fatti e la rilevanza sociale ha portato alla costituzione di un comitato cittadino   “ Comitato Verità e Giustizia per Giuseppe Casu ”, formato da conoscenti e non dell’ambulante,  persone accomunate da un profondo senso etico, persone che mal sopportano le ingiustizie e i soprusi.

 

interroga il Signor Sindaco e gli assessori competenti per sapere

 

se siano a conoscenza della triste vicenda; se e quali azioni abbia intrapreso il Comune di Cagliari per concorrere con l’Autorità giudiziaria per accertare le responsabilità dei fatti sopra riportati sui fatti sopra riportati e avvenuti in parte nel territorio del Comune di Cagliari;

 

se intendano avviare con urgenza, per riferirne all’esito al Consiglio comunale, un’indagine sul ricorso al Tso nel Comune di Cagliari, atteso che le statistiche Forum della Salute Mentale (Bari, settembre 2005) evidenziano come il ricorso a tale pratica sia percentualmente più elevato in Sardegna e anche a Cagliari rispetto alla media italiana;

 

se ritengano utile istituire una commissione per accertare le ragioni per cui gran parte degli interventi di Tso siano dai Comuni delegati al servizio privato e quali difficoltà impediscano al servizio pubblico di occuparsene adeguatamente e in efficienza.

 

Cagliari, 9 febbraio 2007

 

Claudio Cugusi