Senato della Repubblica
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE
Sen. Francesco Martone
Al Ministro degli Interni
Al Ministro della Salute
Al Ministro della Giustizia
Premesso che,
il 15 Giugno 2006 in piazza IV Novembre
a Quartu il signor Giuseppe Casu, accanto alla sua ape parcheggiata, come ogni
giorno, è intento a vendere frutta e verdura contenuta nel piccolo cassonetto
della vettura. Quella mattina i famigliari passando dalla piazza si sono fermati
con lui trovandolo come al suo solito; a
fine mattina, sopraggiungono sul posto dei carabinieri e guardie municipali
accompagnati dall’ausilio di un’ambulanza e personale sanitario. Secondo le
testimonianze tutto avviene molto rapidamente, Casu viene afferrato con
forza dagli agenti e immobilizzato a terra, dopodiché viene ammanettato,
assicurato alla barella e portato, con l’ambulanza, presso il reparto di psichiatria
dell’ospedale IS Mirrionis di Cagliari;
il ricovero coatto si è svolto di fronte ad una folla di persone, era presente anche una giornalista, ma nessun famigliare era stato messo in condizione di essere presente; secondo alcune testimonianze Giuseppe Casu sarebbe stato afferrato per il braccio destro e scaraventato a terra con modi piuttosto energici. Le forze dell’ordine avrebbero agito sotto lo sguardo del personale medico. In seguito all’arresto, il quartese è stato trasportato all’ospedale cagliaritano e qui legato mani e piedi al letto di contenzione sino al giorno della morte, per sette giorni consecutivi;
il motivo dell’intervento della forza pubblica, sarebbe da ricollegare al fatto che lui si rifiutasse ostinatamente di chiudere la sua bancarella abusiva messa in piedi nella piazza IV novembre. Inoltre a carico di Casu i vigili avevano emesso numerose multe, sempre da lui pagate;
come
affermato dal Vice Sindaco Tonio Lai durante la seduta comunale pubblica del
06/09/2006) in risposta all’interpellanza firmata dal consigliere comunale Stocchino
( Rifondazione Comunista ) su questo caso: “siamo a conoscenza di un fatto certo,che
la Polizia Municipale ha emesso numerosi verbali a carico del cittadino Signor
Casu, ne ha emesso soprattutto a partire nel maggio 2005, tantissimi...”;
il giorno prima del ricovero coatto, il
14 Giugno 2006, i vigili si presentano dal signor Casu. Come sempre gli elevano
una contravvenzione, ma questa volta il verbale raggiunge la cifra di 5000 euro
per la vendita senza licenza di frutta e verdura in strada;
il ricovero coatto (Trattamento Obbligatorio
o TSO) viene giustificato da uno stato di agitazione psicomotoria: il signor
Casu dava in escandescenze. Cosa alquanto plausibile e giustificabile se si
considera che al signor Casu, al rifiuto di andarsene, vengono aggiunti
alla multa di 5000 euro del giorno precedente una ulteriore multa dello stesso
importo. La proposta di T.S.O. è stata fatta sulla base di una indicazione
generica tramite un modulo prestampato nemmeno debitamente compilato;
i famigliari del signor Casu, quando si
recano a visitarlo, lo trovano sempre legato al letto e sedato mentre lo stesso
chiedeva insistentemente di essere slegato. Gli stessi famigliari segnalano
ai sanitari l’evidente gonfiore ed il colore violaceo della mano destra, ma
a quanto risulta tale segnalazione non produce interesse da parte dei
sanitari che non si attengono nemmeno alle prescrizioni dell’ortopedico che
richiedeva una radiografia. Il 22 giugno 2006 il signor Giuseppe Casu nativo
di Quartu Sant’Elena in provincia di Cagliari cessa di vivere;
un’inchiesta interna dell’Azienda sanitaria
locale sollecitata dall’Associazione sarda per la riforma psichiatrica, ha riconosciuto
che la contenzione è stata effettuata per un periodo eccezionalmente
lungo e che per questo non poteva essere giustificata. Per di più, oltre
ad essere legato, il paziente era stato sottoposto anche a trattamento farmacologico.
La commissione della Asl ha ritenuto non accettabile sotto il profilo clinico,
oltre che etico, un così prolungato provvedimento di contenzione fisica
in assenza di tentativi finalizzati alla sua interruzione ed ha accertato un
approccio clinico insufficiente. Cioè a Casu non sono stati effettuati
i consueti esami per valutare le sue condizioni di salute generali. La conclusione
della Commissione è che sarà accelerato il processo di cambiamento
di organizzazione, dell’operatività e dei protocolli terapeutici in uso
nel reparto di psichiatria.
La ASL che doverosamente ha accertato
le responsabilità non ha tuttavia preso i conseguenti provvedimenti;
inoltre non ha accertato le cause della morte ( avvenuta per TROMBOEMBOLIA POLMONARE
), né l’eventuale relazione di causa effetto con la prolungata contenzione
e la grave contusione alla mano ; l’eccezionalità dei fatti ha portato
alla costituzione di un Comitato cittadino “Verità e Giustizia per Giuseppe
Casu”. Il Vice Sindaco ha dichiarato ( seduta comunale pubblica 06/09/06 ) che
la dirigente del settore di Polizia Municipale non ha ritenuto allora, né
ritiene ancora oggi necessario, avviare alcuna inchiesta sull’accaduto,
dando generiche rassicurazioni sull’accaduto in base alla relazione redatta
dalla dirigente della Polizia Municipale. Allo stato attuale dei fatti tale
relazione non solo non è stata resa pubblica ma nemmeno consegnata ai
famigliari che ne ha fatto regolare richiesta.
Si chiede al Governo di sapere:
Se il trattamento obbligatorio è
stato effettuato per motivi di ordine pubblico e inquadrato nella politica
di ripristino della legalità attuata dal Comune per l’allontanamento
di ambulanti abusivi, o piuttosto è un provvedimento urgente per motivi
sanitari.
Se non si ritenga urgente avviare una
inchiesta sull’accaduto, per giungere alla chiarezza e linearità degli
eventi, nella loro successione, compreso il trattamento ospedaliero e le cause
che hanno condotto al decesso del signor Giuseppe Casu.